Storia della Splitboard

Storia della Splitboard

Volevo parlarvi brevemente di una piacevole scoperta fatta in un periodo non felice, quello dello stop forzato causato dal lockdown per Covid-19 da marzo a giugno di quest’anno.

L’indizio fondamentale mi era arrivato dall’amico e collega snowboarder Erik Pernisco che mi fece vedere un articolo pubblicato sulla rivista Skate Snow Board nell’aprile del 1990.

 

Sulla rivista veniva presentato un primo set-up splitboard per il quale era stata depositata la richiesta di brevetto il 7 marzo 1990 ad opera dell’Ing. Nicolò Manaresi di Bologna.

Nell’articolo lo stesso Ingegnere descriveva la bellezza del richiamo della neve fresca e il potenziale di questo strumento nel cercare quel contatto profondo con la natura, quel senso di libertà e divertimento.

Dopo trent’anni questo concetto rimane immutato e perfettamente attuale.

Dopo trent’anni sono riuscito a contattare Nicolò per chiedergli di poter condividere con tutti gli appassionati di snowboard e splitboard alcune tavole del suo grande progetto per far sì che non rimanesse in un cassetto.

Qualche anno dopo (1991) il più noto Brett “Cowboy” Kobernik “Cowboy” avrebbe presentato il suo primo esperimento splitboard poi condiviso con il suo amico e fondatore di Voilé, Mark Wariakois.

 

La storia della splitboard inizia così o forse no.
La storia della splitboard ha anche un po’ di Italia (grazie Nicolò), la cosa non può che renderci orgogliosi.
Ma quello che conta è che la nostra comune passione per la splitboard e lo snowboard non ha limiti temporali, non ha confini territoriali.
Questo grazie anche al continuo impegno e agli sforzi di persone ed aziende che ne permettono il continuo sviluppo, per citarne alcuni: da Becca & Will (Spark R&D) a Jeremy (Jones Snowboard), da Xavier De Le Rue (Rossignol) a Peter Bauer (Amplid Snowboards).
Questo grazie a tutti voi “riders” appassionati!
Poudzo!
Ettore

 

Ettore

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